Giovanni Aricò, 21 Dic, 2020

Fratelli, gemelli e figli unici #086

In questa puntata voglio condividere con voi una lettura di cui ho parlato con i genitori del Revolution Lab e che è stata apprezzata anche per la sua chiarezza e semplicità. Parlo del libro “Fratelli, gemelli e figli unici” di Anna Oliverio Ferraris.

Anna Oliverio Ferraris è psicologa e psicoterapeuta e ha insegnato Psicologia dello sviluppo all’Università Sapienza di Roma dal 1980 al 2012.

Il libro parla di configurazioni familiari come, appunto, le famiglie con due o più figli, quelle con gemelli e quelle con figli unici. Lo trovo un libro accessibile a un pubblico di non esperti e voglio condividere con te 3 cose che mi hanno colpito:

L’attaccamento spiegato semplice

L’attaccamento è una teoria psicologica che considera i primi legami del bambino con le persone che si curano di lui molto importanti per il successivo sviluppo. Secondo questa teoria (che è supportata da tantissime ricerche scientifiche) le prime relazioni del bambino formano un modello di come ci si relaziona con gli altri e che influenza tutte le successive relazioni importanti dei bambini e poi di ragazzi e adulti.

Ad esempio un bambino che cresce in un ambiente ansioso e imprevedibile, nel quale ogni passo del bambino è visto con preoccupazione, costruirà un modello di relazione basato su questa preoccupazione continua per le altre persone. Oppure un bambino che cresce in un bambiente dove c’è poco spazio per le emozioni, sarà un bambino che può costruire un modello di relazione che fa della distanza la sua caratteristica principale.

L’idea sarebbe un attaccamento cosiddetto “sicuro” che è una relazione fondata sulla percezione di sicurezza, sintonia, equilibrio e coresenza. Ne ho parlato in modo più approfondito in altre puntate del podcast, come questa e questa. 

Nel libro questa teoria è spiegata in modo molto accessibile anche per chi non è psicologo e può aiutarti a riflettere su come tu ti stai relazionando con i tuoi figli, ma anche su come i tuoi genitori si sono relazionati con te. Infatti una delle caratteristiche dell’attacamento è che alcuni modelli si trasmettono di generazione in generazione.

Salvate il soldato Figlio Unico

Qui sono un po’ di parte perché io sono un figlio unico. Ho scelto di parlarne perché nonostante abbia letto e studiato molto, ho quasi sempre trovato uno sguardo negativo al figlio unico, come di qualcuno egocentrico e narcisista. Ho apprezzato l’analisi della collega che invece ha scelto di parlarne in modo neutro, segnalando diversi pro e contro. Ne ho scelti un paio.

Un aspetto positivo è che il figlio unico, non avendo fratelli con cui giocare è costretto a socializzare con altri bambini. Quindi il piccolo figlio unico può costruire già da piccolo un discreto bagaglio di competenze per entrare in relazione con le persone che può essere anche più raffinato di quello di chi ha fratelli, che a volte fanno meno lo sforzo di aprirsi ad altri. 

Un aspetto negativo è invece la gestione del conflitto. Il figlio unico, non avendo fratelli, ha meno l’abitudine a confrontarsi e combattere con gli altri e questo lo rende più vulnerabile nelle situazioni di conflitto, anche da grande.

Gemelli diversi

I gemelli sono una categoria particolare in psicologia, perché molto studiati per le loro caratteristiche (stessi geni, stesso ambiente). Studiate per gli altri quindi, per capire come funzionano alcune cose relative allo sviluppo umano. Lo sguardo della dott.ssa Ferraris è invece molto focalizzato sulle caratteristiche di questa particolare forma di fratellanza. Vorrei sottolineare in particolare un aspetto, quello del rapporto tra sintonia e differenza. 

Una delle cose che vengono più invidiate ai gemelli è la loro grande sintonia. D’altra parte può essere un rovescio della medaglia, perché una delle sfide per chi è gemello o genitore di gemelli è proprio favorire la differenziazione. 

Uno dei rischi è che vengano cresciuti uguali quando in realtà sono persone diverse ed è importante che un genitore favorisca questa differenziazione. Ad esempio evitare di vestirli uguali, dare gli stessi giochi. Uno dei messaggi principali che dovrebbe passare è: “Tu hai la tua personalità e per quanto siete uniti allo stesso tempo siete diversi.”

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La ricetta per crescere

Ho pensato a una ricetta che si può fare con i fratelli, i gemelli e per i figli unici. Quello che mi è venuto in mente è che nel momento in parliamo di tante persone e cose da condividere, forse una ricetta che può andare bene è quella dei biscotti.

È una ricetta semplice e si può fare anche con bambini molto piccoli. Perché ho scelto i biscotti? Per la loro conformazione si prestano bene per fare un po’ un lavoro con i figli. Se parliamo di fratelli, quan volta preparati (magari insieme, lavorando sulla cooperazione) si dovranno dividere e aprire un dialogo sulla divisione dei biscotti (lo so, può sembrare assurdo ma per dei bambini può essere un argomento molto più interessante di altri e avrete la loro attenzione).

Se parliamo di figli unici dobbiamo tenere conto dei privilegi (scusate sono di parte). Quindi il figlio unico merita più biscotti, perché è l’unico contentednete. Però per favorire la socialità l’idea potrebbe essere quella di preparare i biscotti e poi regalarli a un amico o una amica. Regalare i biscotti fatti può essere una bellissima idea per socializzare.

I gemelli, invece, sono un po’ da provocare. Forse la sfida che si può portare è quella di preparare i biscotti ma farcirli in modo diverso. Allenare ognuno a scoprire i propri sapori preferiti. Può essere un piccolo ambito nel quale lavorare sulla differenziazione di cui parlavo prima.

FROLLINI ALLA MARMELLATA (per circa 15 biscotti, così sono dispari e non potete cavarvela facendo a metà)

  • Farina 00 180g
  • Zucchero 70g
  • Burro (temperatura ambiente) 100g
  • Tuorli 2
  • Marmellata (a piacere)

Procedimento

  • Iniziate con la preparazione dell’impasto: in una ciotola unite la farina, lo zucchero e i tuorli leggermente sbattuti. Mescolate con le dita e amalgamate gli ingredienti
  • Aggiungete il burro a temperatura ambiente a tocchetti e impastate fino a ottenere un composto liscio e omogeneo 
  • Formate un filoncino di circa 30 cm di lunghezza, poi avvolgetelo nella pellicola e mettetelo a riposare in frigorifero per 30 minuti. 
  • Preriscaldate il forno a 180°. Foderare la leccarda con la carta forno.
  • Trascorsi 30 minuti, riprendete il filoncino di impasto e tagliatelo in dischetti dello spessore di 2 cm
  • Lavorate i dischetti fra i palmi delle mani per formare delle palline, poi posizionatele sulla leccarda, ben distanziate fra di loro.
  • Con il dito realizzate una leggera pressione nel centro di ogni pallina in modo da formare una piccola conca (i bambini si divertiranno un mondo)
  • Cuocete nel forno per circa 20 minuti. 
  • Una volta cotti, sfornate i biscottini e lasciateli intiepidire, dopodiché aggiungete un cucchiaino di marmellata nell’incavo di ogni biscotto.
  • Ora divideteli come vi dicevo prima (buona fortuna!).

P.S. 

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Giovanni Aricò

Giovanni Aricò

Psicologo e Psicoterapeuta

Adoro quei genitori che vogliono crescere insieme ai figli. Con loro sono disposto a lavorare per aiutarli a essere quei genitori che i figli vedono come guide preziose.

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