Mi chiamo Giovanni Aricò e se davvero hai voglia di conoscere la mia storia, forse vorrai sapere prima di tutto che mi sono laureato e specializzato in psicologia junghiana, e tutte quelle cose tutte uguali che scrivono gli psicologi per darsi un tono.

Ma a me non va proprio di parlarne e preferisco raccontarti un mio cambiamento, ad esempio quando ho smesso di odiare i genitori e come ho iniziato ad amare lavorare con loro.

Prima di fare lo psicologo a tempo pieno, ho lavorato per 6 anni come educatore. Sono stati anni intensi, guadagnavo poco ma imparavo tanto, provando a mettere in pratica le cose che avevo studiato per laurearmi in psicologia.

Nel 2005 mi ero iscritto proprio per aiutare i più piccoli a vivere in modo sereno la loro infanzia e adolescenza. Mi dicevo: “Beh ma se gran parte dei problemi degli adulti derivano dalla loro infanzia difficile, se lavoro direttamente con l’infanzia posso prevenire un sacco di adulti nevrotici!

Non appena ho auto avuto la possibilità di lavorare con bambini e adolescenti, quindi, non me la sono fatta sfuggire. Purtroppo, però, c’erano anche i genitori. Sì perché se lavorare con i bambini era appassionante, avere a che fare con i genitori era una tortura. Le loro ansie complicavano il mio lavoro e speravo ogni giorno di non averci a che fare.

Erano il mio ostacolo principale. Mi sentivo inutile e impotente: tutti i miei sforzi venivano vanificati da genitori incompetenti.

Col tempo, però, ho iniziato a capire i miei errori. Come sanno bene i miei colleghi, il fattore principale che determina il benessere psicologico di un bambino è la qualità delle sue figure di attaccamento. Chi sono? Sono le persone che più si occupano del bambino e alle quali il bambino è attaccato emotivamente. Nel 99% dei casi sono i genitori. In poche parole, il benessere dei figli riflette il benessere dei genitori.

Ecco cosa non funzionava! Se l’influsso dei genitori è così importante, allora cambiando prospettiva potevo trasformare l’ostacolo in risorsa.

Mi accorsi quanto ero stato ingiusto e non professionale, e fu un duro colpo. Ho dovuto accettare il mio errore e cambiare mentalità, iniziando a guardare oltre quegli atteggiamenti che detestavo. Iniziai a vedere le paure e le insicurezze, i sensi di colpa e l’immensa responsabilità che sentivano tutte quelle mamme e quei papà.

Cominciai a notare una cosa. Se invece di oppormi a loro provavo a spiegare cosa stava succedendo e suggerivo qualche piccolo cambiamento di atteggiamento, subito anche i figli stavano meglio. Erano più felici, sereni.

Per questo nella primavera del 2019 ho creato Crescere Con Tuo Figlio, un progetto per aiutare tutti quei genitori che amano i figli e che vorrebbero crescere insieme a loro. Nato come un podcast, anche questa mia idea sta crescendo col tempo, con altri servizi come corsi, laboratori e consulenze psicologiche online.