Giovanni Aricò, 26 Mar, 2019

La bussola del bravo genitore #001

Dal momento che lo vuoi sapere, cara mamma o caro papà che leggi, te lo dico: crescere i figli è come navigare nella tempesta. E una volta che i figli crescono, non c’è niente che li faccia smettere, fanno richieste, hanno bisogni da soddisfare, chiedono aiuto e indipendenza allo stesso tempo. Insomma, essere un bravo genitore è una sfida difficile e si naviga a vista. Per questo è necessaria una bussola, dei punti di riferimento per capire se la direzione che stiamo prendendo è quella giusta, anche quando ci sentiamo insicuri e disorientati.

Una bussola per orientarsi

Anche se ami i tuoi figli, non sempre è facile dimostrare questo amore. Forse ti trovi in difficoltà e stai cercando una soluzione, un consiglio o un supporto. Forse speri di migliorare la vostra relazione. A complicare il tutto ci sono i cambiamenti culturali degli ultimi decenni che hanno un’influenza decisiva nelle relazioni tra le persone e quindi anche nella relazione tra genitori e figli. Tutte cose che fanno perdere i punti di riferimento.

In questo episodio del podcast voglio provare a definire una bussola con quattro punti cardinali. Un aiuto per orientarsi oggi nelle sfide della genitorialità e riuscire a essere un bravo genitore riuscendo a dimostrare il proprio amore per i figli in modo sano. 

Cosa vuol dire “bravo genitore”

Prima di iniziare vorrei sottolineare una cosa importante. Quando parlo di “bravo genitore” ho in mente un concetto conosciuto bene dai miei colleghi, quello di “madre sufficientemente buona”. Lo psicoanalista e pediatra inglese Donald Winnicott ha sviluppata questa idea intorno al 1940. Cosa vuol dire? Molto semplice, vuol dire che per essere un bravo genitore non devi essere perfetto ma devi cercare di fare il meglio che si riesce a fare.

Per essere un bravo genitore non devi sempre a tutti i bisogni di tuo figlio. Anzi, non rispondere sempre fa bene. Sì, perché così i figli possono imparare che non possono ottenere tutto quello che vogliono (un ripasso sarebbe utile anche noi adulti ogni tanto). Penso che questa idea di Winnicott sia molto utile perché permette di tranquillizzare i genitori. Ricordate, non dovete essere perfetti, anzi un po’ di imperfezione fa bene anche al bambino.

Due qualità importanti

Per riuscire a fare questo sono importanti due qualità. La prima è la modestia. Un genitore che riesce ad essere modesto è in grado di chiedere l’aiuto degli altri. Ad esempio di chiedere l’aiuto dell’altro genitore per occuparsi di alcune faccende, oppure di uno specialista nel caso di bambini con delle difficoltà dello sviluppo. Un genitore modesto è qualcuno capace di riconoscere i propri limiti. 

La seconda qualità importante di un bravo genitore è l’attenzione. I bisogni dei figli cambiano nel tempo ed è importante esserne consapevoli. I bisogni di un bambino di un anno sono diversi da quelli di un bambino di tre anni, di sette anni o di quattordici anni. L’attenzione serve per essere sempre in sintonia con il tempo di crescita del proprio figlio. Se tratti tuo figlio di quindici anni come un bambino di due, c’è un problema e questo problema è la scarsa attenzione.  

Un genitore che rinuncia alla modestia e all’attenzione rischia di confondere i propri bisogni e le proprie aspettative con i bisogni e le caratteristiche dei figli. Da questa confusione nascono il 99% delle difficoltà tra genitori e figli. 

Per essere un bravo genitore non devi sempre a tutti i bisogni di tuo figlio. Anzi, non rispondere sempre fa bene.

I 4 punti cardinali: il nord, l’Amore Visibile

Ecco una bussola per cercare di essere un bravo genitore. Il nord è l’Amore visibile. Quello che aiuta un bambino a crescere non è solo essere amato. Un bambino ha bisogno anche che questo amore sia chiaro, visibile, concreto. 

Un primo modo di manifestare amore è, ad esempio, il contatto fisico, il calore. Un altro suggerimento è fare il giusto regalo. Fare il giusto regalo è un modo di dimostrare che ti voglio bene, vi vedo, ti ascolto, ci sono. Per questo è importante che i regali siano  in linea con i desideri o i bisogni del figlio. Se proprio non sapete che regalo fare vi suggerisco un trucco: regalate il vostro tempo. Ritagliarsi del tempo di qualità da dedicare ai propri figli è il regalo più grande che si può fare loro.

Est: le Valide Cure

L’est sono le Valide cure. Innanzi tutto le cure fisiche. Ad esempio avere attenzione nel vaccinare i propri figli nei tempi e nei modi corretti per evitare l’insorgere di malattie. Oppure avere cura nel nello scegliere il cibo sano. 

Inoltre è fondamentale spendere del tempo per selezionare scegliere le persone alle quali affidare i propri figli. Nonni, babysitter, nido, scuola materna. In questo senso un aspetto importante è avere buon rapporto con gli insegnanti. Costruire un rapporto di fiducia e dialogo con gli insegnanti è una cosa che ti permette di prenderti cura indirettamente dei tuoi figli. Un genitore che si lamenta dell’insegnante davanti al figlio crea un clima negativo che poi si riversa nella quotidianità del lavoro a scuola.

Ovest: Sostegno Efficace

Ad ovest c’è il Sostegno efficace. Intendo la capacità di un bravo genitore di capire quale è il sostegno migliore da dare al figlio in uno specifico momento di sviluppo. Come per i bisogni, il tipo di sostegno cambia al crescere del bambino. All’inizio il sostegno sarà più materiale (ad esempio imboccare per i primi pasti, o tenerlo su per i primi passi), poi pian piano il sostegno sarà più legato a un altro concetto, la fiducia. È importante capire quando lasciare andare i figli e farli sbagliare in modo che possano imparare delle cose nuove. Consideralo un gioco, una danza, tra l’attenzione e il supporto e la fiducia e la libertà di sperimentare. È qualcosa che aiuta i figli a costruire una sana autostima. 

Sud: Accettazione Reale 

Infine a sud troviamo l’Accettazione reale. Il bambino che nasce è sempre diverso dal bambino che i genitori hanno immaginato. Questo è inevitabile perché i bambini sono esseri umani e si sviluppano in modi molto diversi gli uni dagli altri. Allo stesso tempo per un genitore può essere molto doloroso e difficile accettare a pieno il proprio figlio. Penso che questo sia un punto dove spesso si incartano le relazioni tra genitori e figli. Ricordiamoci che a volte quel bambino che secondo noi non è abbastanza qualcosa è la miglior versione possibile di quell’essere vivente e merita di essere accettato per quello che è. 

Conclusione: ecco qualche consiglio pratico. 

  • Prova a scrivere questi 4 punti e rifletti sulle difficoltà che provi con tuo figlio in queste quattro aree. 
  • Scegline una che ti mette molto in difficoltà e prova a pensare a 3 cose concrete che puoi iniziare a fare da subito per cambiare le cose. Bastano anche cose molto semplici.
  • Se ti va, scrivimi su Telegram e per condividere i tuoi dubbi e le tue idee.

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Giovanni Aricò

Giovanni Aricò

Psicologo e Psicoterapeuta

Adoro quei genitori che vogliono crescere insieme ai figli. Con loro sono disposto a lavorare per aiutarli a essere quei genitori che i figli vedono come guide preziose.

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